100 fotografie per ereditare il Mondo
07 Marzo – 28 Giugno 2026
Mudec – Museo delle Culture di Milano
Mudec – Museo delle Culture di Milano
Via Tortona 56, Milano
ORARI
Martedì, mercoledì, venerdì, sabato e domenica 09:30–19:30
Giovedì 09:30–22:30
Lunedì chiuso
INFO
0254917 (lun-ven 9.00-18.00)
Singoli:
helpdesk.24ore@vivaticket.com
Gruppi e scuole:
ufficiogruppi.24ore@vivaticket.com
A cura di Denis Curti, in collaborazione con Alessio Fusi e Alessandro Curti.
La fotografia rappresenta un linguaggio che custodisce il mondo, conservando la memoria, rivelando le trasformazioni, restituendo ferite, rinascite, cambiamenti, speranze. È fascinazione, conoscenza, bugia e verità insieme, uno strumento capace di raccontare ciò che siamo stati, ciò che siamo e ciò che possiamo diventare. È il linguaggio della contemporaneità e, insieme, la memoria visiva dell’umanità.
Da questa consapevolezza nasce la mostra fotografica “100 fotografie per ereditare il Mondo”, che si configura non come una semplice antologia di capolavori, ma un percorso che invita a riflettere sull’eredità visiva e culturale che la fotografia ci ha trasmesso. Il concetto di “ereditare il mondo”, da cui il sottotitolo della mostra, si traduce in una riflessione sul nostro tempo: un presente complesso, attraversato da trasformazioni tecnologiche, crisi ambientali, conflitti ibridi, nuove identità, e da una saturazione visiva senza precedenti. In questo scenario, la fotografia diventa uno strumento per orientarsi, per costruire consapevolezza, per trovare un posto nella memoria collettiva. La selezione delle 100 fotografie – scelta necessaria per circoscrivere un territorio visivo vastissimo – non risponde a gerarchie tra valori storici, estetici, politici o culturali: ogni immagine è parte di un unico patrimonio collettivo. La scelta curatoriale definisce così un viaggio nella storia dell’uomo attraverso ciò che la fotografia ha saputo vedere, custodire e trasformare.
Strutturata in sei sezioni, la mostra attraversa due secoli di storia della fotografia, dalle prime sperimentazioni, fra cui la lanterna magica e i dagherrotipi, al passaggio nella modernità, quando la fotografia smette di essere semplice testimonianza del reale e diventa un territorio di invenzione grazie alle avanguardie del Novecento, con figure come Man Ray, Aleksandr Rodčenko, André Kertész, Henri Cartier-Bresson e Philippe Halsman, accanto alle ricerche poetiche di Mario Giacomelli e alle provocazioni concettuali di Joan Fontcuberta.
Da qui si sviluppa un racconto più ampio, in cui la fotografia diventa memoria, introspezione, metafora e sguardo sul futuro, con immagini che hanno segnato la storia contemporanea – tra cui le fotografie di Joel Meyerowitz a Ground Zero – rivelando la potenza del fotografo come “occhio del mondo”, capace di trasformare eventi epocali in memoria collettiva. Parallelamente, il percorso mette in luce come autori come Claude Cahun, Pierre Molinier e Robert Mapplethorpe abbiano invece trasformato la fotografia in un diario intimo, rendendo l’immagine un luogo di introspezione psicologica e simbolica.
Il linguaggio fotografico si apre poi alla dimensione evocativa, dove il reale viene reinventato attraverso finzione e allestimento, con le visioni di Newsha Tavakolian, Sandy Skoglund, Nancy Burson, David LaChapelle e Mat Collishaw, che mostrano una fotografia capace di farsi metafora, racconto visionario e riflessione etica.
Infine, gli autori contemporanei propongono nuovi immaginari del mondo del XXI secolo, affrontando in modo diretto e radicale i temi che definiscono il nostro tempo: la multiculturalità, le questioni di genere, le migrazioni, i conflitti civili, la crisi ambientale e i nuovi modelli di appartenenza. Le opere di Ebrahim Noroozi, Carlos Ayest, Guillaume Bression, Gohar Dashti, Alba Zari e Carlos Idun Tawiah restituiscono così un presente instabile e iperconnesso, dove reale e post-digitale si intrecciano per immaginare nuove possibilità.
La mostra è prodotta da 24 ORE Cultura – Gruppo Il Sole 24 ORE e sostenuta da Zurich come Main Sponsor e da Turisanda1924 esclusivo brand di viaggi di Alpitour World come Sponsor.
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