PARIGI E I POETI MALEDETTI

A cura di Stefano Biolchini
24 ORE Cultura128 pagine79,00 €978-88-6648-232-1cartonato33 x 48 cmDal 1 ottobre 2015

Correva l'anno 1883 quando Paul Verlaine
pubblicò sulla rivista Lutèce alcuni
saggi, dedicati a poeti che, con una celeberrima
definizione, accomunò come
"poètes Maudits": i massimi esponenti
non solo della poesia simbolista, ma
di quella che divenne l'estetica dominante
del tempo. Un'estetica contrassegnata
dal mito de "l'Ideal Artificiel",
che attraverso il loro versi permane
nel tempo. E così irrompono così nel
nostro immaginario l'imprescindibile
"Spleen", la passione per i viaggi e
luoghi esotici, i miti antinaturali di Parigi,
la megalopoli moderna per eccellenza.
E poi ancora il dandysmo come
stile di vita, le raffinatezze degli interni,
gioielli e preziosi, il trucco pesante e
l'hashish, l'assenzio e l'alcool, le "perversioni
sessuali", il niente mallarmeiano,
l'universale bisogno di assoluto,
e per dirla con Rimbaud, il "salto verso
le cose inaudite e innumerabili". Nella
loro poesia, l'armonico ordine universale
si compone di analogie universali,
delle celebri associazioni tematiche,
dei paesaggi d'anima, degli accostamenti
sinestetici. E per dirla ancora
con il veggente Rimbaud sono giunti
"au fond de l'inconnu pour trouver du
nouveau". Ed ecco, è la loro ricerca
dell'ignoto a parlare ancora e universalmente
a noi tutti in questo prezioso
volume, con parole, suoni e immagini
divenute imperiture, dove Parigi fa da
(in)naturale sfondo.

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